L’universo femminile di Analfino – Zafferana Etnea

L’universo femminile di Analfino – Zafferana Etnea

Un troubadour in terra sicula

Anche Lello Analfino, le troubadour in terra sicula, finalmente è arrivato a tiro dei nostri obiettivi foto e anche al microfono di Globus Magazine e Globus Television. Nella chiacchierata che mi ha concesso al microfono mi ha raccontato delle sue esperienze, della sua amicizia con Ficarra e Picone e della sua partecipazione a questo bellissimo film che già dai trailer mi ha conquistato proprio per questa sua serenata “Cocciu d’Amuri” proposta in finale di concerto, tra i bis.
Un Lello Analfino in versione acustica, accompagnato dalle chitarre di Edoardo Musumeci, dal basso di Domenico Cacciatore e al cajon e percussioni varie di Angelo Spataro. Alla consolle Pierpaolo Latina.
Quindi una versione Tinturia un po’ particolare, insomma. E non a caso, dato che il concerto proposto è stato dedicato alle serenate, in italiano e in siciliano. Come già mi aveva accennato nell’intervista, in scaletta non ci sono state inserite tutte canzoni sue, ma ha tributato brani anche di altri autori molto importanti, sia per l’ambito della Sicilia, sia nazionali.
E all’autore a cui Lello Analfino tiene in modo particolare, Domenico Modugno, ha tributato “La Donna Riccia”, “Pisci Spata”.
Ma non solo Modugno, abbiamo detto, ed ecco infatti un bellissimo “Estate” di Bruno Martino e un “Bombarolo”, di Fabrizio De Andrè, ricordandone pure la serata, intitolata “Anime Salve” dell’estate 2014 dedicata a Fabrizio, all’Anfiteatro Comunale di Milo. E ancora “Felicità“ di Lucio Dalla per ricordare un’altra importante serata, sempre a Milo dell’estate 2013, dedicata a questo grande cantautore.
Serenate ambientate in diverse situazioni ed anche epoche. Lello è un narratore molto interessante e il pubblico è rimasto parecchio catturato dagli aneddoti che introducevano le sue sue canzoni, che ha infarcito anche con qualche simpatica gag assieme ai suoi Musicisti,ma anche con persone tra gli spettatori, trattando tutti in modo irresistibilmente “rude”, ma con grande, sincero, rispettoso affetto.
Ha dato alcuni dati storici importanti, che sfuggono,oggi,alla gente,indotta da dei media pressanti a dimenticare e accumulare situazioni su situazioni,sotto la pressione dell’ansia e delle vite difficili prodotte da uno stato politico non certo tra i migliori, di questi ultimi decenni.
In tutto questo, in ogni caso, ha indicato l’Amore come qualcosa che ancora possa dare qualche speranza tra le persone e l’importanza,dunque delle serenate che si usavano nei tempi addietro,ma che stanno riprendendo piede,almeno in certe zone d’Italia,di questo romanticismo genuino, che ha una propria bellissima “nicchia”, associata al sentimento e voglia di vivere, ispirati, vuoi per il paesaggio che ispira queste cose,vuoi per le Tradizioni e,assolutamente non meno importante, anche da una notevole Cultura,come quella che io stesso ho trovato in Sicilia, del resto, a dispetto di molti stereotipi disseminati, e non a caso, specie nelle zone del cosiddetto Grande Nord…
Sono cose che sarebbero da riscoprire e riassaporare e che aiutano a farlo, in una grande Opera, Artisti come Lello Analfino, con le proprie canzoni, ma anche facendone riscoprire altre, attualmente sommerse da montagne di cose sintetiche e fasulle, prodotte industrialmente, cose che non si sa fino a che punto possano durare, forse molto meno di queste antiche canzoni romantiche, chissà…
E,tra questi brani molto famosi, ecco anche i suoi,ognuno segnato da un aneddoto da raccontare, come “Cercasi Rivoluzione”,molto pensato ai tempi correnti,”Cirasaru”, la famosissima, bellissima “Nicuzza”, romanticissima, ”Cercasi Rosa”, ”Precario”, ”Madre Natura” e via via con altri bellissimi pezzi che sono stati accolti da grandissimi applausi.
LELLO ANALFINO ACOUSTIC
E poi il classico uscire di scena,spegnere le luci sulla scena e “invitare spontaneamente” il pubblico a richiedere il bis,in una maniera troppo simpatica,tanto che anche dopo “Cocciu d’Amuri”, ”Così Speciale” e “92100” il pubblico davvero avrebbe desiderato ancora altri bis…
Peccato che quando le cose piacciono davvero, ti catturano, il tempo ti sembra davvero un tiranno e già diventa tardi,dopo più di due ore volate via …Ma, suggerisce Lello, si possono continuare a sentire le sue canzoni dai dischi che erano in vendita al banchetto dei gadget, come dei prodotti discografici, dischi ai quali, a suo dire, preferisce molto di più il contatto diretto con il Pubblico, nei live.
E’ un piacere fare scatti fotografici, accompagnati da un’atmosfera come quella che Lello Analfino e i suoi bravissimi e simpatici Musicisti hanno saputo creare, in questo Anfiteatro di Zafferana Etnea, intitolato a Falcone e Borsellino, in occasione di “Etna in Scena”, dove ho imparato ad assaporare le atmosfere più diverse, create da più Artisti.

(Testo: Renato Garbin www.globusmagazine.it)

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