Il Santo Nero

Il Santo Nero

Il ritratto di una società che rifiuta il diverso, ma lo venera inconsapevolmente

Questo documentario, girato tra Agrigento, Porto Empedocle e Lampedusa nei giorni degli sbarchi di migliaia di extracomunitari sulle coste dell'agrigentino, racconta la vita e le difficoltà quotidiane di una giovane coppia di rifugiati politici congolesi trapiantati ad Agrigento da diverso tempo. Sullo sfondo, attraverso il racconto di un pescatore di Porto Empedocle, fervono i preparativi per la festa di San Calogero, il "santo nero", arrivato dall'Africa e venerato da secoli dalla popolazione di Agrigento.
Scritto da Davide Ficcara e Antonio Bellia, che ne ha curato anche la regia, il film ha beneficiato della capacità compositiva di Lello Analfino che ne ha curato le musiche, sottolineandone i tratti più importanti e riuscendo ad amplificare con le sue note i momenti di più forte impatto emotivo. Sono un portatore - ha detto Analfino - e quindi due volte contento di aver potuto partecipare a questo progetto che esalta il valore delle cose, la sofferenza e incertezza della traversata verso la terra della speranza."
Francis e Mirelle, due giovani africani giunti sulle coste siciliane in fuga dai soprusi e dalle persecuzioni della dittatura del Congo, si sono stabiliti ad Agrigento, frontiera liquida del Mediterraneo. Nei giorni dei festeggiamenti di San Calogero, nella piccola cittadina accade qualcosa di irrazionale. La gente, che vive con indifferenza la presenza degli immigrati, venera quel santo venuto da Cartagine, quell'uomo sbarcato come le migliaia di clandestini che arrivano sulle coste siciliane. Seguiamo i due giovani protagonisti attraverso un racconto drammatico e sensuale, che mette in risalto, partendo dall'esperienza personale, i temi universali dell'integrazione e dei diritti dell'uomo. Tutto si fonde metaforicamente nella catarsi pagano-religiosa che celebra San Calogero. I due protagonisti incarnano la parabola del santo.

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